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Marielle de Sarnez

MARIELLE DE SARNEZ, COSÌ TALENTUOSA E CORAGGIOSA.

Marielle de Sarnez, segretario generale del Partito democratico europeo, è morta mercoledì 13 gennaio 2021. La nostra famiglia politica è in lutto

Come potrebbe la politica commerciale facilitare meglio la transizione verso un'economia più verde, più equa e più responsabile?

Vedrenne EP
European Union 2020 - Source : EP

In un momento in cui l'Europa sta costruendo il proprio piano di ripresa e plasmando il proprio futuro, la politica commerciale deve contribuire alla definizione di una ripresa europea coordinata, che garantisca una transizione equa sotto il profilo sociale e responsabile sotto il profilo ambientale. Quale imprescindibile strumento economico e leva diplomatica, la politica commerciale dell'Unione europea affronta numerose sfide. Deve dimostrare di proteggere aziende e cittadini contro le distorsioni della concorrenza e di contribuire ai nostri obiettivi di sovranità digitale e di contrasto al cambiamento climatico. E dunque, come dovrebbe e come può la politica commerciale promuovere una concorrenza internazionale equa a difesa di un'economia verde e responsabile?

In un mondo interconnesso, l'Europa deve difendere e contribuire alla definizione di un commercio mondiale regolamentato, equo e sostenibile. Nel quadro dell'esame delle politiche commerciali, la Commissione europea promuove "una autonomia strategica aperta". Ma quali strumenti effettivi dovremmo creare o rafforzare per far fronte alle sfide che abbiamo dinanzi? L'apertura europea fa riferimento al fatto che un posto di lavoro su sette dipende dalle nostre esportazioni. È necessario che il nostro mercato interno, che è un'indiscutibile attrattiva, continui ad attrarre investitori in grado di promuovere una ripresa economica virtuosa e portatrice di posti di lavoro. Allo stesso tempo, perseguire la nostra autonomia strategica significa porre fine a un'Europa sprovveduta, per costruire un'Unione che riassuma il controllo sul proprio futuro.

A fronte della sovraccapacità cinese nel controllo degli investimenti, l'Europa deve difendere i propri interessi con decisione, facendo buon uso dei propri strumenti di difesa del commercio congiuntamente a nuovi e adeguati strumenti giuridici che le consentano di giocare alla pari con Paesi che prestano poco interesse alle norme.

Pertanto, è necessario introdurre definitivamente strumenti come la reciprocità nei nostri appalti pubblici!

Stiamo attraversando un momento di confronto e tensione, con Stati terzi che adottano misure unilaterali e illegali in contrasto con le norme definite nel quadro multilaterale. Ovviamente, l'UE deve contribuire all'ambiziosa riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), ancor più per quanto riguarda l'ambito dei sussidi industriali o lo sblocco dell'organo di appello per la risoluzione delle controversie. Per quanto sia fondamentale difendere il multilateralismo, non concentriamo tutte le nostre speranze nel solo sistema multilaterale. Rafforziamo determinate aree di cooperazione: intraprendiamo azioni su tutti i fronti, tanto multilaterali quanto bilaterali.

La difesa dei nostri interessi è perseguibile unicamente attraverso l'azione coordinata e una maggiore unità europea in materia commerciale. Ecco perché il Parlamento europeo ha messo sul tavolo ambiziose proposte riguardanti il regolamento sull'applicazione delle norme commerciali. Per assicurare efficienza e coerenza nei momenti in cui siamo sotto attacco, dobbiamo essere in grado di difenderci e avere merce di scambio. Deterrenza o protezione non significa protezionismo! Taluni Stati membri hanno ancora troppe riserve: non è concepibile non essere in grado di adottare misure in tutte le aree oggetto di dibattito, e lo è ancor meno non essere in grado di reagire nell'immediato. È necessario che il Consiglio si orienti all'atteggiamento solido e unito del Parlamento europeo; dobbiamo andare tutti nella stessa direzione: quella della difesa degli interessi europei.

La lettera di intento della Presidente Von Der Leyen fa riferimento a uno "strumento per scoraggiare e contrastare azioni coercitive da parte di Paesi terzi", una buona notizia che rispecchia l'ambizione e il desiderio del Parlamento che tutti i nostri partner aderiscano alle norme da essi stessi stabilite.

È essenziale supportare l'attività economica europea e, in particolare, le nostre PMI. Inoltre, rafforzare gli strumenti come quelli sopracitati ci permetterà di contribuire in modo efficace alla lotta a tutte le forme di concorrenza sleale. La concorrenza sleale va oltre il livello sociale e fiscale e colpisce l'ambiente. Accolgo con favore la proposta di un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera. L'Unione europea resta un potere normativo e, attraverso l'adozione di direttive e regolamenti ambiziosi, stiamo stabilendo standard elevati. Chi intende ottenere l'accesso al nostro mercato interno deve essere conforme con le nostre norme e standard di qualità; è una questione di equità, ma anche di tutela dei consumatori. Tale "meccanismo per il carbonio" mira a ridurre le differenze tra le ambizioni climatiche. A partire dall'inizio del 2021, abbiamo bisogno di una proposta ambiziosa, in linea con le norme dell'OMC.

La crisi del COVID ha riconfermato una convinzione: dobbiamo diversificare le nostre fonti di approvvigionamento. Non possiamo dipendere da un unico attore e anche la politica industriale europea dovrà fare la propria parte nella promozione di una "autonomia strategica aperta".

Le catene del valore sono diventate troppo lunghe e complesse. Per incrementarne la resilienza, è necessario adottare un approccio olistico. I negoziati sul dovere di diligenza contribuiranno ad assicurare catene del valore responsabili.

Infine, vorrei sottolineare un punto cruciale: concludere accordi commerciali è una cosa, ma garantirne la corretta attuazione è tutt'altro! In merito a quest'ultimo punto, l'Unione europea ha ampio margine di miglioramento. Tutte le opportunità offerte dai nostri accordi sul libero commercio non sempre si traducono in realtà; ancor peggio, non si garantisce il rispetto degli impegni reciproci. Ora, l'Europa ha un nuovo responsabile dell’applicazione degli accordi commerciali. In assenza di mezzi umani, finanziari e giuridici sufficienti ed efficaci, l'attuazione degli accordi commerciali non sarà efficace! Nessuna barriera all'ingresso nei mercati dove non necessaria, più controllo per garantire conformità e tracciabilità dei prodotti che entrano nei nostri mercati; è lavorando su questi sviluppi che anche noi contribuiremo a ripristinare la fiducia delle nostre aziende e dei nostri cittadini nella nostra politica commerciale: una politica che svolgerà a pieno il proprio ruolo nella costruzione di una ripresa economica verde, equa e responsabile!

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