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Diritto e storia: la Turchia chiede la demilitarizzazione del Dodecaneso

Symi Greece
shutterstock.com

Il ruolo della storia nella politica non era importante solo nell'antichità quando Euripide disse la famosa frase "si è contenti quando si conosce la storia", ma lo è sempre stato.

Un politico dovrebbe essere una persona con una buona conoscenza della storia, poiché la maggior parte delle questioni ha un aspetto storico. Solo poche di esse possono essere risolte. La maggior parte si ripete e ha gli stessi, o quasi, parametri.

Nel tentativo di fornire una soluzione a una questione o problema politico, a mia opinione, dovrebbe esserne esaminata e presa in considerazione la storicità.

Nel caso specifico del Dodecaneso, dovremmo valutare se la Turchia faccia parte alla Convenzione internazionale di Parigi del 1947. La Turchia NON è parte di questo Trattato.

Pertanto, la domanda successiva è, sulla base del diritto internazionale, quali sono i diritti di un Paese non facente parte di un Trattato internazionale?v

La Convenzione di Vienna, all'articolo 34, non riconosce alcun diritto ai Paesi terzi. Dunque, la Turchia non ha alcun diritto di abolire o modificare l'accordo specifico e, di conseguenza, le argomentazioni o le obiezioni della Turchia non sono giuridicamente valide.v

Storia

La Turchia e l'Impero Ottomano non hanno mai posseduto il Dodecaneso, né alcuna sua pietra, sin dall'inizio dell'esistenza dello Stato turco e/o dell'Impero Ottomano. La Grecia ha recuperato l'arcipelago del Dodecaneso dai britannici dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Situazione attuale

La Grecia, esercitando il proprio diritto all'autodifesa, che è internazionalmente riconosciuto, ha militarizzato l'arcipelago e nessuno dei Paesi firmatari della Convenzione di Parigi del 1947 ha avanzato proteste a riguardo.

Nel frattempo, la Turchia ha invaso Cipro (nel 1974) e ha creato l'Esercito Egeo. Pertanto, le differenze tra Grecia e Turchia non sono il risultato di uno sforzo per attuare il diritto internazionale del mare del 1982, né la questione in sospeso del problema di Cipro ricade sulla mancata accettazione dei ciprioti turchi di convenire una soluzione logica, ma sul controllo della Turchia rispetto ai ciprioti turchi.v

Le differenze giacciono negli sforzi e nella vision della Turchia di essere leader del mondo musulmano e di essere riconosciuta quale potere periferico, affinché nel Mediterraneo orientale non abbia luogo alcuna azione senza il controllo o l'approvazione della Turchia stessa.

Sebbene la Turchia denunci gli altri Paesi per l'adozione di una mentalità colonialistica, la Turchia stessa rivendica diritti propri dell'Impero Ottomano, quale l'avere il ruolo di potenza coloniale senza accettare di essere lo Stato successore dell'Impero Ottomano, in particolare, con riferimento alla pulizia etnica delle popolazioni in tale regione.

È importante, dunque, osservare cosa intenda il Governo di Atene riferendosi al termine di distensione nonché alla base di eventuali negoziati (il ritiro della Yiavouz o Barbaros dal mare di Cipro?).

Tutte le differenze tra Grecia e Turchia e Cipro e Turchia devono essere risolte pacificamente per mezzo di negoziati. Ecco perché è di estrema importanza convenire un programma specifico e stabile a fondamento dei negoziati, in conformità con il diritto internazionale.v

Va da sé che la Turchia sta perseguendo una rivisitazione di tutte le condizioni e di tutti gli accordi che hanno come criteri i propri interessi e poteri.

by Nikos Koutsou
Presidente onorario del PDE ed ex deputato del Parlamento cipriota