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Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

Elezioni ungheresi 2022: navigare controvento

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Nell’aprile del 2022 si terranno le elezioni generali in Ungheria. Saranno un’opportunità per sbarazzarsi del regime quasi autoritario di Orbán. Come è ormai risaputo in tutta Europa, questo regime che attualmente governa il Paese ha cambiato a proprio favore il sistema elettorale. Vincere le elezioni generali per qualsiasi partito di opposizione è diventato difficile quanto navigare controvento. È quindi evidente che l’unico modo per sconfiggere il partito di Orbán, Fidesz, è unire tutte le forze di opposizione e trovare i candidati più capaci per i seggi parlamentari e per la poltrona di velluto del primo ministro. Per evitare possibili accuse di svolgimento del processo di selezione a porte chiuse precluse al pubblico, i partiti politici dell’opposizione democratica hanno deciso di indire elezioni primarie. Fino ad oggi, non si era mai intrapresa un’iniziativa del genere in Ungheria. Le primarie dureranno nove giorni, dal 18 al 26 settembre. Dei 106 distretti elettorali, 40 hanno candidati appoggiati da Nuovo Inizio (il nostro partito in Ungheria), tra cui Krisztina Hohn, parlamentare ungherese e presidente di Nuovo Inizio e Szilárd Gyenes, vicepresidente di Nuovo Inizio. L’altro vicepresidente e segretario generale aggiunto del PDE, István Sértő-Radics, in qualità di membro della commissione elettorale delle primarie, incaricata di condurre le primarie, rappresenta gli interessi dei 40 candidati del partito durante la campagna e il processo elettorale.

Sondaggi recenti mostrano che i partiti democratici tutti insieme battono il Fidesz con un piccolo margine; quindi, la posta in gioco è alta quanto la possibilità di sconfiggere il partito di Orbán alle prossime elezioni generali.

Un anno fa, Nuovo Inizio ha dato il via a un nuovo approccio politico per l’opposizione, denominato “contratto sociale”, per trovare le migliori modalità di integrazione elettorale. Attualmente, gli eventi e i fatti politici in Ungheria sono una dimostrazione dei risultati dell’iniziativa dell’anno scorso.