Iscriviti alla nostra newsletter Le nostre ultime newsletter

Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

Philippe Michel-Kleisbauer: «La Francia e gli Stati Uniti difendono la libertà dei popoli all’autodeterminazione».

Michel-Kleisbauer, Philippe
MoDem

Philippe Michel-Kleisbauer, deputato del MoDem nel distretto francese di Var e membro del Comitato di difesa nazionale e delle forze armate, è un membro del consiglio interparlamentare NATO-Ucraina. Ci parla della preoccupante situazione in Donbass, territorio dell’Ucraina orientale.

Come membro dell’Assemblea nazionale francese e del consiglio interparlamentare NATO-Ucraina, ci può illustrare la situazione in Donbass?

A partire dal 2004, il Donbass è stato tormentato dall’annessione della Crimea da parte della Russia e in esso si combatte una sorta di guerra civile. Questa riguarda i separatisti ucraini che, sostenuti dai russi sotto la copertura di compagnie militari private, vorrebbero che la loro regione si separasse in modo da potersi unire alla Russia di Putin. Questa cosiddetta «guerra a bassa intensità», che nonostante tutto rimane una guerra, è costata più di 14 000 morti e l’evacuazione di almeno 1 200 000 persone. Mentre alla fine del 2020 si era raggiunto un cessate il fuoco, i bombardamenti e le tensioni sono aumentate di intensità da inizio anno, nonostante l’apertura di nuovi valichi di frontiera e lo scambio di prigionieri in entrambe le fazioni. Nel quadro di questa recrudescenza, la Russia da un lato e l’Europa e gli Stati Uniti dall’altro si trovano mobilitati in questa zona di guerra alle porte dell’Europa.

È stata l’elezione del presidente USA Joe Biden il motivo dello scoppio degli scontri da parte della Russia?

Non sappiamo perché il presidente Putin abbia deciso di aumentare il numero di soldati al confine dopo l’elezione del presidente Joe Biden. Il motivo è la continua richiesta degli ucraini di entrar a far parte della NATO e dell’Unione europea, che Putin teme possa diventare realtà con l’arrivo di Joe Biden? Possibile. Ma ciò non può spiegare questa rinnovata tensione nello stesso momento in cui la Russia sta partecipando alle negoziazioni del quartetto Normandia con l’obiettivo di condurre la pace di Minsk a una conclusione positiva.

Questa situazione non ricorda gli eventi del settembre 2014 relativi all’invasione della Crimea da parte dell’esercito Russo? Esiste oggi un grande timore come esisteva all’epoca?

No, perché nel 2014 la NATO e gli Stati Uniti hanno posto fine ai tentativi della Russia, mentre in contemporanea Francia e Germania hanno avviato questo processo di pace come attività aggiuntiva nel contesto delle commemorazioni per lo sbarco in Normandia, da qui il nome. Questo progetto ha fatto riunire i presidenti ucraino, russo, francese e la cancelliera tedesca.

Cosa c’è in gioco per l’UE in questo conflitto e in merito alla sua cooperazione con gli USA?

L’Unione europea e gli Stati Uniti sono senza alcun dubbio allineati per quanto riguarda il rispetto delle norme internazionali sostenenti la loro azione comune volta a diffondere nel mondo il formato delle democrazie liberali. La Francia e gli Stati Uniti condannano l’annessione di altri territori da parte di qualsiasi stato e difendono la libertà dei popoli all’autodeterminazione.

Ritiene che vi sia una via d’uscita da questa situazione particolarmente delicata? Quali sono gli scenari possibili per concludere questa crisi?

Lo scenario migliore per entrambi gli schieramenti sarebbe la conclusione degli accordi di Minsk, con un pacchetto di trecento misure stilate dall’OSCE per la Repubblica di Ucraina e di obblighi per la Russia. Quest’ultima si è messa in una posizione scomoda sostenendo tali conflitti. L’alimentare questo conflitto o il combattere una guerra in Ucraina esporrebbe la figura più importante del Cremlino da un lato all’incomprensione o addirittura alla perdita del supporto da parte del suo popolo nel combattere una guerra contro i loro cugini ucraini e dall’altro al fronte euro-americano che non accetterebbe questo stato di cose. È anche nell’interesse dei russi che Francia e Germania, in veste di arbitri in questo conflitto, contribuiscano a definire degli accordi per amore della speranza e della pace.