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Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

Sulla strada verso nuove norme a favore della produzione di semiconduttori

semi-conductors

La Commissione europea sta spalancando le porte agli aiuti di Stato per sviluppare la produzione di semiconduttori nel continente europeo. L’obiettivo è fare fronte alla scarsità di microprocessori, un fattore che incide sul settore industriale delle automobili e dei telefoni cellulari.

La Commissione sta infatti tentando di trovare un compromesso tra i 27 Stati membri. Da un lato sono presenti Stati membri, quali Francia e Germania, che vogliono un approccio privo di ostacoli per sovvenzionare le aziende nazionali e rispondere alla concorrenza cinese. Dall’altro, i Paesi Bassi e la Danimarca si oppongono al sostegno governativo per la produzione. “Risulta evidente che dobbiamo impegnarci di più in diversi ambiti per diventare davvero competitivi e arrivare a un’effettiva parità di condizioni tra le nostre industrie e quelle della concorrenza”, ha affermato Sandro Gozi, segretario generale del PDE.

I semiconduttori sono onnipresenti, si trovano in telefoni, turbine eoliche, satelliti delle telecomunicazioni o persino nelle bici elettriche.

Questo è il motivo per cui, l’eurodeputato francese Christophe Grudler accoglie con favore l’annuncio della Commissione volto ad agevolare gli aiuti di Stato per lo sviluppo dei progetti relativi ai semiconduttori in Europa. Inoltre, è in attesa della legge europea sui semiconduttori, che sarà presentata agli inizi del 2022 e dovrebbe permettere all’Unione europea di mettersi al passo nell’ambito dei chip elettronici.