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Istruzione: Ruolo essenziale nella costruzione di un’Europa dei cittadini

La deputata europea francese Laurence Farreng, membro della Commissione per la cultura e l’istruzione presso il Parlamento europeo, ci parla della costruzione europea attraverso l’istruzione.

Intervista.

Lei considera che l’Europa si costruisca attraverso l’istruzione?

L’Unione europea è formata da popoli che decidono di unirsi e lavorare insieme. Quindi la coscienza europea si forma necessariamente attraverso l’istruzione. Attualmente, l’Unione europea affronta numerose sfide: non è molto amata e non è ben compresa. L’istruzione in Europa svolge, e deve svolgere ancor di più in futuro, un ruolo essenziale nella costruzione di un’Europa dei cittadini. Questa istruzione è formale, da parte della scuola, ma anche informale, soprattutto attraverso le azioni delle “Maisons de l’Europe”, delle associazioni che lavorano nel campo.

Anche se l’istruzione resta un ambito di competenza degli Stati membri, l’Unione europea svolge un ruolo di appoggio e di sostegno al sistema dell’istruzione. Il programma Erasmus+ è il vettore principale di questa istruzione in Europa. Esso non si rivolge soltanto agli studenti, ma anche ai liceali, agli apprendisti, ma anche agli insegnanti: questi ultimi rappresentano gli strumenti di trasmissione della costruzione europea attraverso l’istruzione e ritengo che sia molto importante.

In quanto Eurodeputata eurofila crede di avere un ruolo di trasmissione e di istruzione del giovane pubblico nella sua conoscenza dell’Unione europea?

I giovani hanno manifestato la loro conoscenza del ruolo dell’UE durante le elezioni nell’ottica del loro impegno per la protezione del clima. Hanno riconosciuto in questo l’importanza del livello europeo per agire e quindi, noi deputati, dobbiamo renderne conto. Noi agiamo di conseguenza portando avanti misure concrete per il Nuovo Patto Verde. Quanto a me, prossimamente, presenterò un rapporto sull’integrazione degli obiettivi climatici nei programmi istruttivi e culturali dell’Unione.

Quali azioni conduce con gli studenti?

Incontro regolarmente delle classi in Nuova Aquitania, per rispondere alle loro domande, per presentare i miei lavori e ascoltare le loro aspettative. Accolgo anche dei gruppi di studenti al Parlamento europeo, a Bruxelles o a Strasburgo. È sempre un grande momento per loro per scoprire dall’interno il funzionamento della democrazia europea, e mi piacerebbe poterne accogliere di più!

Quali sono le pratiche degli altri deputati europei in materia?

La maggior parte dei miei colleghi incontra anche gruppi di studenti, sul posto oppure presso il Parlamento europeo. Durante le sessioni plenarie a Strasburgo, è divertente osservare l’incontro di gruppi di studenti provenienti da diversi paesi dell’Unione europea.

Quale visione dell’Unione europea hanno gli studenti che incontra?

Generalmente, i giovani che incontro hanno una visione abbastanza positiva dell’Unione europea che vedono dall’ottica del suo programma faro per la mobilità e i giovani, l’Erasmus+. Si tratta di uno dei più grandi successi dell’UE e, anche e sicuramente, il più concreto per tutti: ognuno ha un fratello, una sorella, un cugino ecc. che ha beneficiato di questa mobilità. Questa possibilità, spesso, fa sognare.

Vedono l’Europa come un continente di pace. È la prima generazione che, dalla sua nascita, può circolare liberamente nello Spazio Schengen e utilizzare l’euro. Da qui deriva l’importanza di ricordargli la potenziale fragilità di questi traguardi!

Quali conoscenze o immagini e idee comuni possono avere i giovani sulle istituzioni europee?

Se i giovani che incontro conoscono generalmente bene le possibilità offerte dall’Erasmus+ per gli studenti, la maggior parte non sa che questo programma è rivolto anche agli apprendisti, ai liceali, che questi si trovino nell’indirizzo generale o professionale. È un peccato, perché molti pensano che non sia rivolto anche a loro.

In generale, conoscono abbastanza bene la storia dell’Europa, il suo passato, ma hanno poche conoscenze sul suo presente e su ciò che l’Europa fa per loro, in quanto cittadini. L’Unione europea e i suoi politici gli sembrano, purtroppo, lontani.

Secondo lei, l’Europa, la storia europea, è insegnata adeguatamente in generale in Europa e in particolare in Francia?

Purtroppo, non viene insegnata in modo omogeneo, come lo è l’insegnamento della Storia in generale, che è facoltativo a partire da un certo livello nei paesi membri dell’Unione europea. Questo è il motivo per cui vorrei veder realizzato un quadro europeo di insegnamento della Storia: non si tratta di insegnare esattamente la stessa cosa in ogni Stato europeo, che ha necessariamente le sue specificità storiche nazionali, ma di prevedere una base comune d’insegnamento dei grandi eventi che hanno fatto la storia del continente. Ripongo grandi speranze nel progetto avviato dalla Francia al Consiglio dell’Europa: un osservatorio di insegnamento della Storia in Europa, che sarà formalmente lanciato a novembre 2020, con il sostegno di 22 paesi.

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