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Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

"L'Europa dovrebbe imparare di più per prevenire e progredire sulle questioni sociali."

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European Parliament

Sylvie Brunet, deputata europea del MoDem, Vicepresidente del gruppo Renew Europe e membro della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, spiega lo strumento del SURE, proposto dalla Commissione europea.

Qual è l'obiettivo del SURE?

È risaputo che l'attuale crisi del coronavirus sta avendo ripercussioni socioeconomiche estremamente negative. Al momento, il disastro è smisurato e un gran numero di aziende e lavoratori europei si trova costretto a ridurre, o addirittura sospendere, le proprie attività. Il "SURE" (strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza) proposto dalla Commissione europea è volto a fornire assistenza finanziaria agli Stati membri che, nel contesto di questa crisi, hanno introdotto regimi di riduzione dell'orario di lavoro, o misure analoghe per i lavoratori autonomi. Hanno agito giustamente: è fondamentale evitare licenziamenti, prevedere sostegno al reddito di dipendenti e autonomi, tutelare posti di lavoro e competenze durante la crisi, nonché consentire a quante più persone possibili di rientrare al lavoro successivamente. Stiamo cercando di evitare che questo shock violento, ma temporaneo, comporti conseguenze devastanti di lungo periodo per l'economia e il mercato del lavoro negli Stati membri.

In termini concreti, l'assistenza finanziaria assumerà la forma di un finanziamento dell'Unione europea, che sarà concesso a condizioni molto favorevoli agli Stati membri colpiti che avranno presentato domanda alla Commissione. Questo permetterà loro di finanziare parte dell'aumento improvviso della spesa pubblica per salvaguardare l'occupazione. L'importo totale dei finanziamenti sarà pari a 100 miliardi di EUR.

Chi deciderà di concedere l'aiuto europeo a uno Stato membro e come funzionerà?

Questo strumento costituisce una prova reale della solidarietà nell'Unione europea e tra gli Stati membri. Sarà supportato da un sistema di reciproche garanzie fornite dagli Stati membri per il 25% dei finanziamenti concessi. Sarà dunque effettivo non appena adottato dal Consiglio e dopo che gli Stati membri si saranno impegnati a fornire la propria garanzia all'Unione europea.

In termini di procedura, uno Stato membro potrà presentare domanda per l'assistenza finanziaria laddove la spesa pubblica, effettiva o preventivata, risulti aumentata improvvisamente e drasticamente ai fini dell'istituzione di regimi di riduzione dell'orario di lavoro o misure analoghe per i lavoratori autonomi. Una volta che la richiesta sarà stata inviata alla Commissione europea, quest'ultima verificherà la natura e la misura dell'aumento della spesa pubblica prima di sottoporre al Consiglio una proposta per la decisione che definisce i termini, l'importo e le rate di pagamento del finanziamento. Una volta approvata da una maggioranza qualificata del Consiglio, l'assistenza finanziaria sarà proposta allo Stato membro a condizioni favorevoli.

Si tratta di uno strumento temporaneo e connesso alla crisi della Covid-19. Uno strumento permanente non è auspicabile?

In realtà, il SURE è temporaneo e la relativa applicabilità è limitata al contrasto delle conseguenze della pandemia di coronavirus.

Personalmente, al fine di essere in grado di rispondere più rapidamente ed efficacemente a un'eventuale nuova crisi futura, nonché di creare gradualmente una rete di sicurezza legata all'occupazione in Europa, ritengo sia essenziale che l'Unione europea si doti di un analogo strumento di natura durevole. Questo è ciò per cui si è impegnata la Commissione europea, annunciando che accelererà la predisposizione della propria proposta legislativa per un regime europeo di riassicurazione della disoccupazione. In caso di un ampio shock in futuro, un tale regime ridurrebbe la pressione sulle finanze pubbliche nazionali, supporterebbe politiche interne volte alla tutela dei posti di lavoro e delle competenze e favorirebbe la transizione dei disoccupati da un posto di lavoro a un altro.

L'Europa dovrebbe imparare di più per prevenire e progredire sulle questioni sociali. Non possiamo continuamente basarci sulle crisi per ricordarci che la solidarietà tra noi è necessaria. A me sembra evidente, eppure diversi Stati "riluttanti" si oppongono aspramente all'introduzione di strumenti di solidarietà a lungo termine. Questo mi rincresce e continuerò a lottare ancora di più.