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Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

Per una migliore governance degli oceani a livello europeo

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Questa settimana, precisamente l'8 giugno, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale degli Oceani. La nostra europarlamentare francese Catherine Chabaud sostiene una migliore governance degli oceani a livello europeo. 

L'Unione Europea è la più grande area marittima del mondo. È il livello più importante per far progredire le conoscenze, sviluppare energie marine rinnovabili e pulite, ripristinare i nostri ecosistemi marini e costieri e preservare la ricchezza che rende l'oceano una nostra proprietà comune. "Tutti gli europei beneficiano dei servizi che l'oceano fornisce all'umanità, indipendentemente dal fatto che il loro Paese abbia o meno un legame diretto con il mare. Tuttavia, ognuno di noi contribuisce anche alle minacce che deve affrontare, che hanno conseguenze negative per la salute e la sicurezza delle persone in tutto il mondo".

La crescente importanza economica, diplomatica ed ecologica delle aree marittime nel processo di globalizzazione rende il mare più che mai una tematica politica grazie alla quale uno Stato può brillare e affermare il proprio potere sulla scena internazionale: "Questa consapevolezza deve portare ad una politica marittima veramente integrata. La natura trasversale delle questioni marittime implica che le nostre politiche pubbliche non debbano più essere affrontate in modo frammentario. Ad esempio, la lotta contro i rifiuti marini non inizia in mare: l'80% dell'inquinamento marino deriva dalle attività umane sulla terraferma. Questo illustra perfettamente la questione del legame terra-mare, l'importanza dell'economia circolare e la necessità di includere meglio l'oceano nelle nostre politiche europee".

L'oceano non è solo un problema in termini di politica interna, ma anche in termini di politica esterna dell'UE. All'ONU, si prevede che quest'estate si concludano i negoziati per un trattato sulla conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale (Trattato BBNJ). Allo stesso modo, a marzo di quest'anno, l'Assemblea delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEA) ha approvato l'avvio dei negoziati per un trattato globale e legalmente vincolante contro l'inquinamento da plastica. L'anno 2022 promette quindi di essere cruciale per il futuro degli oceani e rappresenta un'opportunità unica per l'UE di assumere un ruolo di leadership.

"Una visione strategica delle questioni marittime richiede innanzitutto un rafforzamento, se non una revisione, della governance europea del mare. Sulle questioni oceaniche, le istituzioni europee lavorano ancora troppo in silos". L'adozione di una visione strategica implica una maggiore cooperazione tra le istituzioni per garantire una posizione coerente dell'UE. L'oceano deve diventare una priorità per la Commissione, per il Parlamento europeo, ma anche per le diverse Presidenze del Consiglio dell'UE. "Sono convinta che l'Europa rinascerà anche dal mare!".