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«Un precedente pericoloso di portata mondiale»

drapeau opposition belarusse
uzhursky - Shutterstock.com

La situazione in Bielorussia sta diventando più tesa giorno dopo giorno. Ieri, i leader dell’UE hanno deciso di chiudere il proprio spazio aereo al regime di Lukashenko, che è accusato del dirottamento deliberato di un volo di linea con destinazione Minsk per arrestare un critico del governo che si trovava a bordo. I membri Engin Eroglu, Jean-Louis Bourlanges e Fréderic Petit commentano la situazione.

L’eurodeputato tedesco Engin Eroglu elogia la reazione rapida dell’UE nell’imporre sanzioni sulle persone e sulle istituzioni bielorusse. Tuttavia, al tempo stesso, chiede di compiere un ulteriore passo avanti e di imporre altre sanzioni, «poiché i dittatori come Lukashenko possono essere impressionati solo con l’esercizio della forza. A tale proposito, la Bielorussia dovrebbe essere esclusa dal sistema globale di comunicazione interbancaria SWIFT. Tali misure sono già state adottate contro l’Iran e sono state richieste più volte nel caso della Russia. Per questo motivo, gli Stati Uniti e l’UE devono pianificare una risposta coordinata e insistere per la disconnessione dallo SWIFT.»

L’eurodeputato Engin Eroglu sottolinea inoltre che «questo sequestro da parte del regime di Lukashenko dà origine a un precedente pericoloso di portata mondiale. Si tratta di un precedente che è tenuto sotto controllo anche da paesi molto più grandi, a cui piace perseguire i propri nemici interni all’estero, in particolare paesi come la Cina. Se persino un paese di piccole dimensioni come la Bielorussia può esigere di dirottare un volo a Minsk, cosa potrebbe impedire ai vertici della Cina di obbligare un volo ad atterrare a Pechino?»

Jean-Louis Bourlanges, deputato MoDem e presidente della commissione Affari esteri dell’Assemblea nazionale, concorda con Engin Eroglu nel lodare «la determinazione e la rapidità della risposta dell’Unione europea, un’azione nuova ed estremamente benvenuta.» Lukashenko ha sferrato «questo eclatante attacco all’Unione europea», in una serie di umiliazioni nei confronti dell’Unione europea, che comprende l’espulsione di diplomatici durante una conferenza stampa a Mosca e il «Sofagate» in Turchia. Inoltre, ricorda a lettori e lettrici il fatto che «a uno dei due ostaggi è stato accordato l’asilo da uno Stato dell’Unione europea» e ha esortato il «presidente Lukashenko a rilasciare i due ostaggi che ha sequestrato, imprigionato e torturato.»

Frédéric Petit, segretario generale aggiunto del PDE, parla del concetto di Stato di diritto in Europa e della sua continua violazione da parte del regime bielorusso. Il deputato dei residenti francesi in Germania, Europa centrale e nei Balcani reputa che «storia e mentalità possono rimanere diverse, ma ciò che occorre avere in comune e ciò che costituirebbe un problema se non fosse rispettato, sono alla base di come gestire il dissenso, che deve risultare lo stesso in termini di territorio e organizzazione dei poteri.»

Egli evidenzia che «siamo al corrente che siano scomparse alcune persone. Quello che si sta verificando oggi in Bielorussia, desta preoccupazione. Non possiamo permettere che questo accada, non solo per questioni umanitarie, come in nessun altro posto al mondo, ma anche per interesse personale e per la sicurezza. La situazione cambia quando a essere in fiamme è la casa del tuo vicino anziché la casa dall’altra parte della città.»

Per saperne di più su questo argomento, leggi l’intervista che Frédéric Petit ha rilasciato a Sud Radio (in francese).

È possibile trovare la dichiarazione completa di Engin Eroglu qui (in tedesco) e l’intervista a Frédéric Petit sul sito web MoDem qui.

«Il y a plus de personnes incarcérées depuis l’élection que de jours de contestation en Biélorussie»